… a jealous God

God is indeed a jealous God –
He cannot bear to see
That we had rather not with Him
But with each other play.

(E. Dickinson)

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Natale 2012: pensieri sotto l’albero #3

Ogni tanto mi piacerebbe saper comunicare. E trovare qualcuno che sappia comunicare. Rimbalzando su internet ho trovato di recente un documento (di uno psicologo pesantemente cattolico ahimé) che spiega quali sono gli atteggiamenti che portano all’incomunicabilità.

  • vittimismo (alias: ‘è sempre colpa mia’, ‘con tutta la fatica che faccio’)
  • conversione temporanea e/o apparente (alias: ‘ti do ragione ma tanto poi faccio quello che voglio’, ‘per oggi lascio perdere’)
  • permalosità (alias ‘come hai potuto/osato pensare questo di me?’)
  • negazione della verità ( alias: ‘non ho detto questo…’, ‘non è vero’, ‘non è come credi’)
  • indifferenza (alias: ‘non faccio neanche finta’)

Giochiamo a “ce l’ho – manca”?

Natale 2012: pensieri sotto l’albero #2

Natale, almeno nella tradizione, dovrebbe ricondurci ai sentimenti di amore, compassione e spirito familiare. In tutta questa appiccicosa chermesse di sentimenti (veri o fasulli) esibiti in pubblico, galleggia sul pelo dell’acqua della mia mente, una macchia di petrolio: la troppa compassione e il troppo amore distruggono. Distruggono sia chi li prova, si chi ne è oggetto.

Le psico-librerie sono piene di articoli inerenti la recente tendenza dei genitori odierni di ‘amare troppo i figli’ di fatto rovinandosi la vita, crescendo persone psicologicamente inadeguate e talvolta pregiudicandone la salute fisica o mentale.

E le stesse librerie sono piene di articoli su storie di amore ‘malato’, fatto di sacrifici, sensi di colpa, depressioni, abbandoni e talvolta aggressioni.

La breve morale di questa storia è semplice: l’amore incondizionato non è una dote per chi lo prova e non è una fortuna per chi ne è l’oggetto. Anzi.

Così, sotto Natale, quando qualcuno mi parla di amore e dedizione alla mia renna cascano le corna.

( Bastano un paio di ricerche su Google per rendersi conto che non è farina del mio sacco e che davvero questi sono argomenti sin troppo trattati in letteratura e in cronaca e fin troppo ignorati) 

Natale 2012: pensieri sotto l’albero #1

Non amo il Natale, e questa non è, sinceramente, una novità.
Quest’anno però al mio abete girano le luminarie per motivi strettamente indipendenti dalle festività natalizie.

Io credo profondamente che una persona adulta in grado di intendere e di volere scelga coscientemente il proprio comportamento, specie se è un’azione che si protrae su tempi discretamente lunghi. Quindi se qualcuno mantiene un certo atteggiamento per un periodo rilevante, tale atteggiamento lo qualifica, nel bene e nel male. Non sarà un evento che in uno dei suoi mille aspetti si manifesta vagamente controcorrente a farmi rivedere la storia, a gettare una luce diversa sul passato. Non c’è natalizia ipocrisia che tenga: ho memoria lunga e lucida e non sono disposta a scegliere di prendermi in giro.

Grotta del Farneto

Il parco dei gessi bolognesi organizza visite guidate alla grotta del Farneto a partire da casa Fanitni, località Farneto.
Le visite si svogono nei rami fossili della grotta per all’incirca 500mt lineari sotto l’abile e divertente guida dei ragazzi del gruppo speleologico locale (GSB-USB).
La grotta, che è patrimonio nazionale per l’importante interesse archeologico, è in verita stata ampiamente scavata, danneggiata negli anni passati dalla cava del gesso e saccheggiata, ma vale comunque la pena di essere visita, per godersi l’atmosfera di grotta ‘reale’ e la turisticizzazione molto rispettosa.
Di consiglia un vestiario comodo e relativamente caldo (la temperatura interna si aggira tutto l’anno sui 12°C), tutto il resto è fornito dal parco.
Buona punta.