Natale 1/4

Praga – 1 dicembre 2013
Stasera, a casa, c’è il primo Natale.
Si perché il bello (o il brutto) di essere atei e di vivere lontano è che hai una moltitudine di Natali, tanto la data in sé non ha significato, non c’è un contenuto nascosto… Natale è semplicemente la festa di inverno, in cui ci si scambia qualche regalo.
Quindi ti trovi a fronteggiare molteplici giorni di Natale:

  • il Natale intimo, quello che fai a casina con la tua famiglia ristretta (oggi)
  • il Natale con i tuoi, la sera della vigilia a Torino. Come da vecchia tradizione piemontese: agnolotti in sugo d’arrosto, arrosto e pandoro di Ghigo
  • il Natale con gli altri parenti, il pranzo del 25. Ore e ore attorno ad un tavolo, in mezzo a parenti che non vedi dal Natale precedente (e ci sarà ben un motivo se è un anno che non ci si vede…)
  • Il Natale con i suoi, il 26. L’ultima tappa a cui arrivi stremato nello spirito e con una intossicazione da dolci e un’indigestione in corso.
Mi preparo quindi all’inizio del delirio. 
  • Vado a comprare champagne e pandoro (ammesso di trovarne uno buono a Bologna), quintali di alca seltzer, mentine e un libro (si, perché non c’è nulla di meglio che potersi rifugiare dietro ad un buon libro, per scappare all’invasione del parentame). 
  • Faccio le fotocopie della letterina di babbo Natale, così da poterne lasciare una copia sotto ogni albero. Il fetente non avrà più scuse, se non soddisfa i miei desideri quest’anno. 
  • Cerco affannosamente nell’armadio un paio di vestiti mondani che mi vadano ancora bene (l’ultimo l’ho comprato 10 kg fa) da sfoggiare ai vari eventi. 
  • Faccio la valigia cercando di far stare nel trolley i suddetti vestiti e i regali per tutta la truppa (malcontati il giro completo prevede una ventina di persone)
E spero. Spero di sopravvivere. Spero che passi in fretta. Spero che si riveli un Natale migliore di quello che ha lasciato intravedere sin ora. Spero che il 2014 arrivi subito e che sia un anno decente.
Ascoltando ‘Canto di Natale’ dei Modena City Ramblers, io le mie mojito e i miei pensieri

Altri post sul Natale 2013 li trovate qui e qui
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Letterina a babbo natale

Natale a Praga, 1 dicembre 2013
Caro babbo Natale,
ho preparato la pista di atterraggio delle renne in cortile, accenderò le candele a mezzanotte esatte e lascerò a fondo pista carote e fieno in abbondanza e un biscottino di pan di zenzero a testa… per lascerò un flute di champagne rosè, una bistecca di filetto e un bicchierino di genepy  (credo che tu ne abbia abbastanza di latte e biscotti) sul tavolo della cucina.
So che di solito passi a far vista alle case dei bambini buoni. Non ho più l’età, lo so. E non ho quasi neanche più l’età per farli i bambini buoni (o cattivi), so anche questo. Non sono neanche tanto buona…
Spero però che, complici le  promesse di libagioni, quest’anno vorrai fare un saltino da me ed esaudire i seguenti (pochi desideri).

  • Vorrei tanto che nella notte di Natale piovessero neuroni, per chi ne ha già (un back-up non guasta mai) e per chi non ne ha (e lì un innesto farebbe meraviglie). Concentra la pioggia se puoi su alcuni individui coi quali lavoro e che per un motivo o per l’altro li hanno persi in guerra. Concentrali anche su certi adolescenti, così magari passeranno un po’ più indenni la cosiddetta ‘età scema’.
  • Vorrei anche tanto risvegliarmi il 25 e scoprire che Renzi ha avuto una illuminazione ed è diventato di sinistra, portandosi dietro tutto il PD. Mi manca sinceramente un partito di sinistra e laico (opss… non dirlo al bambin Gesù che si offende).
  • Vorrei la neve, dietro la finestra. 
  • E vorrei quelle parole sotto l’albero.

Non voglio altro. Niente rimozione delle guerre e della fame dal mondo. Niente miglioramenti lavorativi, promozioni, aumenti. Niente giochi e gadget elettronici, scarpe nuove o gioielli… Nemmeno un gattino, neanche di peluche.
E per favore, per favore, quest’anno non lasciarmi impacchettate sotto l’albero, di nuovo, le fiande di renna, che i gatti ci si rotolano sopra e poi mi tocca passare Santo Stefano a lavarli. Se lo fai di nuovo, l’anno prossimo nello champagne ti metto il Gutalax.

Ascoltando Hallelujah – dell’adorato Leonard Cohen. Sempre con le mojito

(ps se volete vedere la letterina a babbo natale del 2001 è qui)