antropologia materna

donna turca, Istanbul – ottobre 2012

Ero al bar, ieri, a prendere l’aperitivo… Nelle opportunità mondane o semi-mondane la noia mi assale, mi tira i capelli, mi mette le dita nel naso e nelle orecchie. Quindi, per difendermi mi diletto di antropologia (o dovrei dire di entomologia?).

Per sfuggire alla noia mortale, quindi, mi sono data allo studio di una specifica ‘razza’ di umani: le madri. 
C’è la madre addestratrice di scimmie. Insegna milioni di nozioni sconclusionate al pargolo onde poi farlo esibire di fronte alla altre madri: “Paolino, canta la canzone che ti ha insegnato nonno”, “Paolino, di alla zia la poesia che hai imparato a scuola”, “Paolino, Quanto me amas tu?” e poi “in espgnol, querido in espagnol”, “Paolino, dit bonjour au monsieur”… E il povero bambino, esegue e riesegue davanti ad amici, amiche, mamme, zii, nonni..
C’è la madre maitresse. Solitamente ha una figlia femmina, graziosa (forse) e molto curata. Veste la bambina da perfetta Lolitina (minigonna, scarpine con i racchi, magliettina assieme attillate e scollata), possibilmente in rosa, e la trucca meglio e di più di quanto viaggi truccata lei… 
C’è la madre lobotomica. Ha in genere un unico figlio e scarica su di lui tutto il suo bisogno di sentirsi indispensabile e insostituibile. Si porta dietro, ancora per mano, un figlio – maschio – liceale, che a discapito dell’età fatica ancora a soffiarsi il naso da solo e stare al tavolo in modo accettabile, a staccarsi dalle gonne di mammà. Non è colpa sua poverino, non ha mai avuto il tempo di imparare: mammà fa tutto per lui prima ancora che gli nasca un bisogno: gli lega le scarpe, gli taglia la carne, gli soffia il naso…
C’è la madre in fuga. Ha uno o più figli, suoi, ma cerca di far finta di nulla. Se li porta dietro in ambienti più o meno affollati sperando che qualcun altro gli dedichi tempo e attenzioni. I bimbi sono ovviamente incontenibili, rumorosi e insopportabili, perchè lei non li educa, e gli altri ovviamente non sopperiscono.
C’è la super mamma. La super mamma potrebbe anche non avere figli. E’ troppo impegnata a dimostrare alle altre madri e a sé stessa di essere la miglior mamma possibile. Sempre in ordine, sempre preoccupata di prevenire ogni ostacolo, ogni disagio, ogni intoppo, almeno in pubblico. Poi a casa parcheggia i figli davanti alla playstation e va felicemente a guardarsi Beautiful.
C’è la madre mancata. Per qualche motivo (uno dei tanti) non ha mai avuto i tanto desiderati figli. Gira come un avvoltoio attorno ai bambini degli altri, con lo sguardo un po’ triste. Li sommerge di moine e di balbettii inconcludenti in falsetto stridulo… e tu hai sempre paura che tirino fuori il coltello.
E poi ci sono le donne in gamba, con o senza figli. Se ne hanno, se li tirano dietro nelle avventure quotidiane con discreta nonchalanche alternado carezze e cazziate, restando quello che sono: esseri umani in primis, donne poi e madri infine.
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