Le 10 cose per cui vale la pena vivere, partire, restare

A differenza di molti, a me piace Saviano. L’ho apprezzato a suo tempo per Gomorra, e lo continuerei ad apprezzare anche se quel libro fosse l’unica cosa positiva della sua vita. Rifuggo dallo snobbismo intellettuale che dice ‘bravino sì, ma adesso ce lo ritroviamo ovunque, come se fosse il nuovo messia’.

Detto questo, ieri su un articolo di un qualche giornale è apparsa una intervista a Saviano, per il libro nato dallo spettacolo “vieni via con me” e in prossima uscita. A chiusura dell’articolo spiccava la lista dei dieci motivi per cui vale la pena vivere di Saviano stesso.

Presa dalla foga (o foca?) emulativa, tutto subito mi sono detta ‘toh, ora posto anche io i miei dieci motivi‘, poi nel tempo che ci ho messo a decidermi altri cinque o sei milioni di persone l’hanno fatto (tra cui alcune di cui non ho esattamente stima)  e mi sono inibita/autocensurata. Ma le mie liste ce le ho anche io, e per una volta mi rassegno a fare stupidamente ciò che tutti fanno.

LE DIECI COSE PER CUI VALE LA PENA VIVERE

  • Guardare la Pianura Padana dalla terrazza superiore della Sacra di San Michele, in una giornata limpida e tersa
  • il misto di esaltazione e paura che annuncia l’inizio di una nuova avventura o di un nuovo viaggio
  • le fusa disinteressate del gatto che ti si piazza prepotentemente sulla pancia in una giornata nera
  • gli errori, quando li fai, quando te ne accorgi e quando li ripeti
  • la neve quando cade a fiocconi densi e zittisce l’universo attorno
  • nuotare tra le concrezioni nel fiume interno della grotta di Ispinigoli
  • guardare un cavallo appena entrato nel paddock, che galoppa, sgroppa e scalcia per scaricare le energie.
  • la cioccolata calda al Gianduija di Fiorio, con panna montata a mano ovviamente
  • la faccia stupita dei miei genitori, quando non si aspettano qualcosa da me
  • le coccole sotto il piumone, d’inverno

LE DIECI COSE PER CUI VALE LA PENA PARTIRE

  • il cielo grigio per metà dell’anno
  • per non avere il rimpiato di non aver avuto il coraggio di partire
  • l’ambiente da depressione metalmeccanica
  • smettere di passare ore al telefono
  • svegliarsi in due, sotto le stesse coperte
  • il lavoro, nel centro del deserto dei tartari
  • le connessioni con il resto del mondo (aerei, treni, asini, piccioni viaggiatori)
  • la sabauda indifferenza
  • gli amici che sono immigrati nella tua città e quelli che ne sono emigrati
  • le foto ricordo, che la mente richiama ad ogni crocevia

LE DIECI COSE PER CUI VARREBBE LA PENA RESTARE

  • le alpi, visibili a 360° e a tiro di schioppo
  • la cioccolata artigianale
  • il fascino dei portici del centro nelle sere di pioggia e di neve
  • l’efficienza nel pulire le strade e far girare la città, quando nevica
  • il ristorante ‘La Taverna dell’Oca’
  • l’allegria un po’ convulsa di SanSalvario
  • i ‘toretti
  • la casa con le porte verdi, il parquet sospeso e i soffiti alti
  • i dolci (aka Peyrano-Pfatish)
  • gli aironi lungo il Po
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2 thoughts on “Le 10 cose per cui vale la pena vivere, partire, restare

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