Come sempre dalla parte delle bambine.

Per caso ho incontrato questo interessante articolo che mi rassicura sul fatto che non sono io a vedere i fantasmi.

Viviamo in un mondo dove – complice la cultura cattolica imperante – le bambine vengono cresciute in modo discriminatorio. Consciamente o peggio per ignoranza o leggerezza.

E questa diventa particolarmente evidente alla festa di compleanno di due gemellini eterozigoti: mini-giubbotto di pelle per lui e passeggino rosa per le bambole per lei.

Avanti così. Continuiamo a crescere future donne stupide e frustrate.

Maggio

Io dico sempre non voglio capire, ma è come un vizio sottile e più penso
più mi ritrovo questo vuoto immenso e per rimedio soltanto il dormire.
E poi ogni giorno mi torno a svegliare e resto incredulo, non vorrei alzarmi,
ma vivo ancora e son lì ad aspettarmi le mie domande, il mio niente, il mio male…

Scherzi di Natale

Non ho mai capito perché arrivino i regali di Natale ai dirigenti delle aziende da parte dei loro fornitori. O meglio, l’ho capito benissimo, è mi fa un po’ schifo… Schifo o no, arrivano.

Sotto Natale in ufficio arriva un grosso pacco quadrato, con tanto di carta rossa e fioccone dorato. Ne arrivano spesso e ne arrivano tanti, e questo, a parte la mole inconsueta è passato a prima vista inosservato, mimetizzato tra gli altri.

Il proprietario scarta il regalo e appare, in tutta la sua magnificenza l’immagine di una meravigliosa macchinetta del caffé a cialde. Possedendo già un oggetto simile a casa, il destinatario – con soppesato gesto di liberalità – dichiara orgoglioso di volerla lasciare in ufficio, ad uso comune. Ci si può immaginare lo stupore e l’euforia dei colleghi, condannati da sempre – come in qualunque ufficio – all’orrore dei caffé-cicuta delle macchinette distributrici di bevande.

Sorge però, ora, un piccolo problema: dove posizionare il prezioso oggetto caduto dal cielo?

Comincia una maratona di sposta, fai spazio, prepara spazio, svuota armadi, riempi armadi, pulisci, disponi… Così lo spazio per accogliere il nuovo illustre attrezzo viene creato.

Adesso siamo tutti lì, lo sguardo fisso sullo scatolone, per apprezzare la venuta alla luce della nostra nuova macchinetta del caffé. Lo scatolone si apre viene tolto da mani frementi l’imballo e ta-daaaaa! Un altro pacchetto di cartone rosso. Come? Cosa? Cos’è? Qualcosa non quadra.

Il nuovo pacchetto viene preso con cautela, appoggiato sul tavolo e scartato. Davanti agli occhi sbigottiti e lucidi di delusione di una decina di persone appaiono: una bottiglia di vino, un scatola di cioccolatini, un salame e poc’altro.

La giornata non è più la stessa ed ancora oggi uno spazio vuoto ci osserva dall’angolo dell’ufficio.

Non si fanno scherzi crudeli a Natale.