Scherzi di Natale

Non ho mai capito perché arrivino i regali di Natale ai dirigenti delle aziende da parte dei loro fornitori. O meglio, l’ho capito benissimo, è mi fa un po’ schifo… Schifo o no, arrivano.

Sotto Natale in ufficio arriva un grosso pacco quadrato, con tanto di carta rossa e fioccone dorato. Ne arrivano spesso e ne arrivano tanti, e questo, a parte la mole inconsueta è passato a prima vista inosservato, mimetizzato tra gli altri.

Il proprietario scarta il regalo e appare, in tutta la sua magnificenza l’immagine di una meravigliosa macchinetta del caffé a cialde. Possedendo già un oggetto simile a casa, il destinatario – con soppesato gesto di liberalità – dichiara orgoglioso di volerla lasciare in ufficio, ad uso comune. Ci si può immaginare lo stupore e l’euforia dei colleghi, condannati da sempre – come in qualunque ufficio – all’orrore dei caffé-cicuta delle macchinette distributrici di bevande.

Sorge però, ora, un piccolo problema: dove posizionare il prezioso oggetto caduto dal cielo?

Comincia una maratona di sposta, fai spazio, prepara spazio, svuota armadi, riempi armadi, pulisci, disponi… Così lo spazio per accogliere il nuovo illustre attrezzo viene creato.

Adesso siamo tutti lì, lo sguardo fisso sullo scatolone, per apprezzare la venuta alla luce della nostra nuova macchinetta del caffé. Lo scatolone si apre viene tolto da mani frementi l’imballo e ta-daaaaa! Un altro pacchetto di cartone rosso. Come? Cosa? Cos’è? Qualcosa non quadra.

Il nuovo pacchetto viene preso con cautela, appoggiato sul tavolo e scartato. Davanti agli occhi sbigottiti e lucidi di delusione di una decina di persone appaiono: una bottiglia di vino, un scatola di cioccolatini, un salame e poc’altro.

La giornata non è più la stessa ed ancora oggi uno spazio vuoto ci osserva dall’angolo dell’ufficio.

Non si fanno scherzi crudeli a Natale.

Selezione naturale

_X101101, originally uploaded by neonzu1.

Qualche giorno fa, tornando a casa, trovo il pavimento coperto di minuscole piume screziate, qualche macchia di sangue e, un po’ in disparte, un’ammasso informe e sanguinolento di ossa frantumate, organi, penne e carne.

Abito attualmente in una casa a prova di gatto e d’inverno tutte le finestre sono chiuse ed il balcone è dotato di una veranda competa in alluminio e vetro.
Non ci sono passaggi verso l’esterno, a parte il piccolo canale di scolo dell’acqua del balcone (10 x 10 cm e profondo 20cm).

La selezione naturale ha i suoi metodi: o premia le zampe estensibili, o punisce il teletrasporto al buio

Trasporti di prima cintura

Normalmente se vado al lavoro (in centro) in autobus varco la soglia dell’ufficio 55 minuti dopo aver lasciato quella di casa (e no, non c’è la sosta al bar capuccino + brioche). L’autobus passa ogni 30 minuti, quindi è seriamente sconsigliato perderlo. Tutto questo è già abbastanza noioso “di per sé”.Se c’è sciopero la cosa peggiora di molto (specie se non lo sapevi e quindi non sei partito in modo da evitare gli orari di sciopero).

  • Ovviamente non puoi prendere l’autobus – a meno di non essere follemente fortunato e trovare l’unico autista che non fa sciopero…
  • Fai 1,5 Km a piedi per arrivare in stazione e scoprire che: i treni per la città hanno orari tutti loro e non facilmente reperibili, il biglietto in stazione non si può acquistare e non è chiaro se la stazione sia agibile o inagibile. Comunque il treno non c’è.
  • Vai alla stazione dichiarata dei taxi, e scopri che lì dove dovrebbe esserci semplicemente non c’è.
  • Trovi la stazione dei taxi e telefoni al numero sul cartello (perchè ovviamenti non c’è nessun taxi lì). Ti risponde il servizio telefonico dicendoti che il numero non è attivo.
  • Quando trovi il numero di telefono del servizio pronto-taxi aspetti 10 minuti che l’operatore ti risponda e ti comunichi, dopo aver voluto sapere anche il tuo numero di scarpe che in 5-10 minuti un taxi verrà a prenderti.
  • Il taxista che arriva sembra uscito dal film taxi-driver, di faccia e di modi, ascolta ‘radio squadra di calcio xxx’ e ti molla in un intorno comunque grande del luogo dove devi andare

Morale:

  • sono partita da casa all’ora solita e sono arrivata in ufficio con un discreto ritardo
  • ho camminato una buona mezz’ora
  • ho passato un quarto d’ora al telefono
  • ho speso 20 € anziché 1,2 €
  • mi sono incazzata come una iena

L’alternativa? Semplicemente é non andare a lavorare – che costa ben più di 20 €.

Parole

Tu prova ad avere un mondo nel cuore
e non riesci ad esprimerlo con le parole,
e la luce del giorno si divide la piazza
tra un villaggio che ride e te, lo scemo, che passa,
e neppure la notte ti lascia da solo:
gli altri sognan se stessi e tu sogni di loro