I Sassi di Rocca Malatina

Sassi di Rocca Malatina, originally uploaded by sacherfire.

Grazie ad un piccola (neppur tanto) deviazione da un percorso panda-migliare, mi hanno portato – qualche giorno fa – ai Sassi di Rocca Malatina. A parte la piccola meraviglia geologica ed il fascino incatenante che i marmi e i calcari hanno sulla mia piccola mente infettata dalla speleo, il parco dei sassi sembra essere splendidamente tenuto, molto curato e ricco di iniziative interessanti (percorsi guidati EA, safari diurni e notturni, eventi MTB, eventi gastronomici). All’imbocco del parco inoltre c’è il Borgo dei Sassi dove si mangia decisamente bene, in pace, al fresco e a prezzi abbordabili, il tutto condito dai gestori assieme burberi e apremurosi e dai loro (bellissimi) gufi di legno intagliati.

Tornerò con adeguato tempo e attrezzatura.

Ai confini della realtà

Colors

Nell’articolo ‘profondo sud’ ho descritto come il Salento sia un non-luogo, aggrappato al mondo reale con i denti e con i piedi immerso nell’infinita irrealtà.

Un po’ di tempo fa, nel profondo per una breve vacanza, mi trovavo a percorrere la litoranea abbarbicata su scogliere vertiginose, che collega Santa Maria di Leuca a Otranto. Una panoramica mozzafiato, assolutamente da percorrere, con una certa attenzione, almeno una volta nella vita. A 20km circa da Otranto, la stradina litoranea finisce e si butta su qualcosa che potremmo paragonare alla tangenziale di Otranto.

Imbocco felice la tangenziale, ma tosto questa si interrompe e appare una bella insegna di cartone con su scrito ‘Otranto ->’. L’indicazione ovviamente mi butta nelle stradine agricole tra campi e ulivi. La stradina si biforca, si interrompe, ritorna e via dicendo, senza, ovviamente, nessuna ulteriore indicazione.

Giunta alla disperazione chiedo informazioni a un contadino che lavora nel suo uliveto, e questi, con tutta naturalezza, mi dice di passare in mezzo alle ruspe dove c’è l’interruzione in una delle stradine che ho percorso nei precedenti 15 minuti. ‘Non si preoccupi, si passa comodi’ mi dice.

Ebbene, io credo di avere abbastanza disinvoltura alla giuda, e non sono certo una persona che si agita facilmente, MA dovendo fare una curva a gomito tra due ruspe grosse e spigolose come dei transformers e un buco di 3x2x2 metri, su una stradina larga qualche centimetro più della mia C3, io e la C3 abbiamo sudato molto freddo (nonostante i 30° C all’ombra).  Ho fatto la mia gincana, mi sono fermata, sono scesa un attimo dalla macchina per prendere fiato con le mani che tremavano, degne di un paziente affetto dal Parkinsons. Poi ho guardato la fiancata della macchina, con qualche riga provocata dalle carezze dei fichi d’india di bordo strada, e l’immensa voraggine che abbiamo evitato: avrebbe potuto andare molto peggio.

Mi chiedo, però: come fanno quelli con macchine più grosse della mia?

First time ever

E’ oramai un bel po’ che tra lavoro, famiglia, istruzione e questioni personali percorro la penisola in treno…
Quando il campo base dista dal campo avanzato più di trecento km ‘viaggiare in treno’ è quasi necessariamente sinonimo di ‘viaggiare su treni ad alta velocità’ aka FrecciaRossa.
I FrecciaRossa sono dei gran bei treni, non efficienti e puntuali come uno desidererebbe, ma comunque assai più puliti e più veloci di un regolare regionale. Hanno un solo piccolo difetto, però: sono veramente esosi.
Così ho passato più di una volta il tempo a cercare di imbroccare la reclamizzatissima promozione di turno, che occhieggiava ammiccante dalle pagine del sito on-line di TrenItalia. Non sono mai riuscita ad approfittare di una sola di queste meravigliose opportunità, tanto da pensare che in verità non fossero reali. Ma, ma, ma… eccola. Ci sono riuscita ora. Ho, per la prima volta in anni, dei biglietti in promozione. Sono quasi commossa, mi viene da piangere.

Oggi il campo base sembra meno lontano.

Profondo sud

Algae, originally uploaded by woo is not a china girl.

Ci sono luoghi che hanno la benedizione di esistere sui confini tra modo reale e mondo irreale. Luoghi in cui tutto è possibile – nel bene e nel male -, compreso ciò che consideriamo improbabile. Il Salento, sospeso tra medioriente e occidente, assediato da un mare impensabile, é forse – a questa stagione – il più irreale dei luoghi reali. Il mare é irreale, il paesaggio è irreale, la gente é irreale, le situazioni sono irreali…

Castelli e Fortezze: la Rocca di Vignola (Modena)

Vignola è un paese sperso nella Pianura Padana, tra Modena e Bologna. Si affaccia sul suo fiumiciattolo (il Panaro) e le colline dell’Appennino modenese gli fanno da sfondo. Descritto così non gli si darebbe molto, ed infatti non è un granché, se non fosse per la rocca (roccaforte prima e residenza nobilare poi) e la piazza antistante. Queste sono davvero molto belline, vale soprattutto una visita la cappella della rocca, con affreschi medievali (che non si possono fotografare) molto ben conservati.

 

Gate

 

court

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from the tower

gate3