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il burka non è il crocifisso e viceversa. 9 Novembre 2009

Posted by woo in in direzione ostinata e contraria.
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FaceBook, l’amatissimo FaceBook riesce a tirare fuori il meglio del peggio (e della superficialità delle persone). Sarà un po’ per via di questa sua “immediatezza” che porta le persone a scrivere (e peggio a ripubblicare roba d’altri) senza fare troppa attenzione, senza pensare un secondo. Così, in un attimo di follia mi imbatto – e mi ci sbatto – nel seguente non-sense…

Apro (oddio ancora lo faccio!!!) FaceBook stamattina e mi trovo in prima pagina tra le notizie pubblicate dai miei contatti qualcosa del tipo

“se noi dobbiamo togliere i crocifissi dalle scuole, voi dovete togliere il burka”

Ok, mi incazzo. Mi incazzo per una manciata di ottimi motivi:

  1. chi siete “noi” e chi sono “voi”? Il “noi” dovrebbe semanticamente rappresentare tutta la popolazione italiana e cattolica (o cristiana) al più, mentre il “voi” dovrebbe rappresentare gli altri, italiani e non, ebrei, atei, buddisti, musulmani, animisti, rastafariani etc. Ma non è così. Qui la dicriminazione è “noi” italiani cattolici e vagamente cattolici e “voi” musulmani immigrati. Si chiama razzismo, non c’entra niente la religione
  2. Ci si dimentica che il famoso ricorso alla Corte Europea che ha determinato la sentenza di abrogazione dei crocefissi dalle aule è stato fatto da una cittadina finlandese, atea, perchè nella classe di suo figlio, italiano, veniva esposto il crocifisso. Niente stranieri, niente esseri umani di serie B, niente musulmani (e tantomeno burka). Solo una cittadina europea affiancata da svariate centinaia di italiani dello UAAR.
  3. Il burka non è una questione religiosa, il burka è l’effetto più evidenze di una cultura che soggioga e relega le donne a serve e fattrici. Il burka va eliminato (peraltro è già contrario alle nostre leggi), ovvio, assieme alla subcultura che ne fa una espressione. Ma anche qui, non è una questione di islam o non islam, di musulmani o meno. Grazie al cielo la maggior parte delle donne musulmane non porta burka, burkini, chador… almeno qui a Torino (e si qualcuno dice di aver visto dei burka a Torino, io, che abito a SanSalvario e a Torino da sempre non ne ho visti mai). Ma il burka non si toglie essendo razzisti e discriminando la gente, il burka si toglie con l’educazione, l’integrazione, la comprensione. Discriminare serve solo ad esasperare queste manifestazioni culturali.
  4. Siete tutti cattolici, tutti permeati di dedizioni verso il vostro buon dio. Lo portate al collo, avete una effige sopra il letto di casa e nella camera dei vostri bambini, andate a messa tutte le domeniche e certo volete vederlo anche appeso nei luoghi pubblici… forse… o forse è solo una scusa… Ma quello che non capisco è che il Cristo, ha sempre parlato di perdono, comprensione, fratellanza, amore. Come potete essere cristiani voi? voi che odiate ciò che è differente e che spesso non vi nuoce? voi che discriminate, additate, scacciate? Dove è il dio in cui voi credete, nei vostri atteggiamenti? (**)
  5. E infine, ma dio non è sempre con i suoi figli? non vi vede sempre(*)? non vi giudica sempre? che bisogno c’è di affiggerlo in un aula, di averlo davanti agli occhi? tanto lui c’è comunque a detta vostra. (**)

Il problema non è nel tenere o meno il crocifisso in aula (ma togliamolo su) il problema è che dietro a questa stupida diatriba c’è una ragione molto differente dalla religione, e molto peggiore. e suona come “noi teniamo il crocifisso per farvi sentire differenti, ospiti, a mala pena tollerati, gente di serie B”. Allora diamo alle cose il loro nome: voi siete dei razzisti, la religione non c’entra nulla, e questa è solo una scusa. 

Voi siete degli squallidi razzisti e dei pessimi cattolici.

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(*) NOTA giusto per ricordavi…  Salmo 139
   Signore, tu mi scruti e mi conosci,
2 tu sai quando seggo e quando mi alzo.
   Penetri da lontano i miei pensieri,
3 mi scruti quando cammino e quando riposo.
   Ti sono note tutte le mie vie;
4 la mia parola non è ancora sulla lingua
   e tu, Signore, gia la conosci tutta.
5 Alle spalle e di fronte mi circondi
   e poni su di me la tua mano.
6 Stupenda per me la tua saggezza,
   troppo alta, e io non la comprendo.
7 Dove andare lontano dal tuo spirito,
   dove fuggire dalla tua presenza?
8 Se salgo in cielo, là tu sei,
   se scendo negli inferi, eccoti.
9 Se prendo le ali dell’aurora
   per abitare all’estremità del mare,
10 anche là mi guida la tua mano
   e mi afferra la tua destra.
11 Se dico: «Almeno l’oscurità mi copra
   e intorno a me sia la notte»;
12 nemmeno le tenebre per te sono oscure,
   e la notte è chiara come il giorno;
   per te le tenebre sono come luce.
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(**) NOTA: ma quanto è triste farsi ricordare il cattolicesimo da un ateo. E quanto ci godo a farlo.

Variazioni sul tema della torta al cioccolato 5 Novembre 2009

Posted by woo in mangiare & bere.
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Tempo di preparazione: 15min

Tempo di cottura: 30min

  1. 200gr di farina
  2. 150gr di zucchero
  3. 50gr di zucchero di canna
  4. 2 uova
  5. una tazzina di olio di semit
  6. una tazzina di latte
  7. 45gr di cacao in polvere
  8. 30gr di gocce di cacao amaro
  9. una bustina di lievito istantaneo
  10. 1/2 tazzina di Cardinal Mendoza
  11. zucchero a velo

mischiate il tutto (escluso lo zucchero a velo) mette in forno a 180 C per mezz’ora e pregate… quindi sfornate e affogate nello zucchero a velo. A me e’ venuta bene, nonostante io non sappia cucinare neanche sotto minaccia della vita. A voi?

Solitudine 3 Novembre 2009

Posted by woo in perchè ci sentiamo tutti fotografi....
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lost in Turin, originally uploaded by woo is not a china girl.

La solitudine e’ essere costretti a letto nel giorno piu’ terso dell’anno. I gatti dormono, la chat e’ deserta, i blog morti, il telefono silente… e il frigo inesorabilmente vuoto.

Potrei raccontarvi di quanto mi disgusta l’Italia in cui viviamo 31 Ottobre 2009

Posted by woo in in direzione ostinata e contraria.
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Potrei raccontarvi della rabbia che mi fanno le parole e le pressioni di Sacconi contro la RU486 (uh se mi sono incazzata quando ho letto gli articoli sul Resto del Carlino), di quanto mi infastidisca la pubblica esecuzione di Marrazzo (e tutto sommato di quanto mi infastidisca lui stesso, auto immolatosi in un giro di travestiti e cocaina), dell’orrore che abbia provato davanti alle foto di quel povero cristo di Cucchi (ma anche tossico e spacciatore) massacrato come un cane in galera, nei brividi che mi vengono a pensare che probabilmente siamo in balia di una polizia corrotta e delinquente…

Potrei, ma iin fondo non direi nulla di nuovo. Queste cose le sappiamo tutti, qualcuno le vuole vedere e qualcuno non le vuole vedere e si inventa scuse. Mi allarma sempre un po’ quello che non riusciamo a le stesse cose sapere, ma tant’e’.

Il fatto e’ che per quanto io ripeta all’infinito le stesse cose, nulla mai cambia. E quindi, mi faccio i benemeriti cazzi miei e vi racconto la piccola buffa storia dei cretini che presentarano stima e  progetto sulla base di 5 requirements, e altri lo portarono in comitato con le stesse stime ma per 11 requirements, dimenticandosi di fare una verifica co chi stima e progetto aveva presentato. Prima regola del Management: senti tutte le persone coinvolte e fai tutte le verifiche necessarie prima di giocarti qualcosa. E prima di metterci tutti tutti tutti nella merda fino al collo…

primo giorno di nebbia 30 Ottobre 2009

Posted by woo in roba d'altri.
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Oggi viaggiando per e da Milano, mi sono scontrata per la prima volta di questo autunno con la nebbia. Quella nebbia irreale che si innalza dai campi nella pianura padana, lasaciandoti sospeso nel bianco con solo le cime spoglie degli alberi a darti una parvenza d’orizzonte.

Sale la nebbia sui prati bianchi
come un cipresso nei camposanti
un campanile che non sembra vero
segna il confine fra la terra e il cielo.

Ma tu che vai, ma tu rimani
vedrai la neve se ne andrà domani
rifioriranno le gioie passate
col vento caldo di un’altra estate.

Anche la la luce sembra morire
nell’ombra incerta di un divenire
dove anche l’alba diventa sera
e i volti sembrano teschi di cera.

Ma tu che vai, ma tu rimani
anche la neve morirà domani
l’amore ancora ci passerà vicino
nella stagione del biancospino.

La terra stanca sotto la neve
dorme il silenzio di un sonno greve
l’inverno raccoglie la sua fatica
di mille secoli, da un’alba antica.

Ma tu che stai, perché rimani?
Un altro inverno tornerà domani
cadrà altra neve a consolare i campi
cadrà altra neve sui camposanti.